Il discorso del Camerlengo

“Uscite fuori, e dite al mondo la verità”. Angeli e Demoni non è il filmone che cambierà la storia del cinema, indubbiamente; e se non ricordo male c’è anche qualcosa che hanno cambiato rispetto al libro.

Il discorso che Ewan McGregor, nelle vesti di Camerlengo, fa al conclave riunito in Sistina, merita invece a parer mio un tot di attenzione, perchè spiega abbastanza bene quale è il concetto della antinomia fra Fede e Scienza, fra Ragione e Cuore, Religione e Fede, visto da una prospettiva da dentro” della Chiesa.

“Chi può dirsi più ignorante? Chi non sa spiegare il fulmine, o chi non ne rispetta la naturale maestosità?” .Ecco, il succo è tutto qui. Non serve per forza sapere, sapere, sapere: non tutti possono, non tutti hanno nella vita tempo da perdere per sapere. Basta apprezzare, e quello, lo possiamo fare tutti. Per apprezzare non serve niente, basta la nostra umanità. Non c’è niente da capire; Galileo l’aveva intuito, quando diceva che le Sacre scritture sono scritte in modo a-scientifico perchè devono “persuader gli uomini a quegli articoli e proposizioni, che son necesarie per la salute loro, e superando ogni umano discorso, non potevo (potevano) per altra scienza né per altro mezzo farcisi credibili, che per bocca dello stesso Spirito Santo.” 

Di più: la verità, il sapere, la conoscenza, il momento in cui qualcuno sa qualcosa che un’altro non sa, è disuguaglianza. E’ un discorso complicato: avere il cosa, il come e il quando nella tua mano ti da potere, e il potere può essere pericoloso per te e per gli altri. Bomba atomica / centrale nucleare: quando hai tu il potere, la scelta spetta a te; e chi ti guida, se solo tu puoi? Meglio che lasci perdere.

E così, però, per non affrontare la vertigine del dilemma della libertà umana (perchè a questo si riduce, la relazione inversa fra libertà e uguaglianza; ricordare che il peccato originale è il voler conoscere più di quello che ti è dato sapere. Eva ha perso il Paradiso, Faust ha perso la vita – è un motivo che ritorna), la Chiesa spesso sembra non guidare il suo popolo, ma semplicemente vietargli alcune direzioni. 

Il problema, ed è come un chiodo che non riescono a gestire, è che il relativismo, la scienza, il mercato, la libertà, hanno già vinto. Esistono, non credo si possa negarlo, e anzi è inefficace dire al mondo che vanno evitati, perchè ci regalano anche delle conquiste positive, come l’uguaglianza degli uomini davanti alla legge, cioè davanti al giudizio della loro comunità. Io penso che il magistero dovrebbe mettersi in gioco, accettare la sfida, e dimostrare sul campo, perchè no, sul mercato, di saper indicare la direzione. E’ utile rimanere fuori, perchè la modernità, questa libertà dell’uomo senza Dio è da relativisti, massoni e giacobini, e stavamo tutti meglio prima? Vediamo invece cosa ci aspetta dopo: una chiesa progressiva, più che progressista.

E poi, diciamo che questi uomini che hanno perso Dio hanno bisogno di aiuto. Se la Chiesa non va da loro, non diventa di loro (la Chiesa è con i poveri o è dei poveri? – anche di spirito, e  ne esistono), allora di chi è? A che serve?

E’ tutto un conglomerato di pensieri su cui ritornerò, ogni tanto.

1 Response to “Il discorso del Camerlengo”


  1. 1 panducale 29 maggio 2009 alle 5:10 pm

    Bravo. Questa è la tendenza attuale, chiaramente regressiva. ma fortunatamente nel patrimonio della chiesa c’è anche il Concilio con una opzione per la libertà che non può più essere oscurata. E da questo punto d’appoggio che si può muovere per correggere la tendenza. Prenderla di petto inasprisce le reazioni e fa vincere il potere e non lo spirito. ciao.


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