
“Dobbiamo procedere all’elezione del presidente del PDL. La commissione elettorale ha accertato un’unica candidatura.” Risate.“Favorevoli?Astenuti?”Applausi. Niente contrari.
Così Giorgia Meloni è chiamata ad incoronare Silvio Berlusconi, ora Presidente del Popolo delle Libertà. Ma chi è, il Popolo delle Libertà?
Come sono fatti, che pensano, che gente sono? Dove stanno, dove sono, dove vanno? Non ho mai visto facce del genere. Che fanno, quando tornano a casa? La maggioranza silenziosa: eccola, è qui.
Gomma masticata a bocca aperta, quasi ad ostentare, mentre si parla di radicamento sul territorio. Spillette del Rotary Club e della bandiera Europea. Occhiali da sole D&G, forse veri, forse falsi, di certo modello visiera a coprire il volto fino agli zigomi. Gessatino blu a righe bianche, vestito comunque della festa; magari non alta società ma festa di compleanno a buffet in piedi, si.
E se è vero il luogo comune che tutte le vecchiette permanentate guardano Rete4, tutte le spettatrici di Tempesta d’Amore oggi erano alla Fiera di Roma, delegate da qualche gazebo di qualche luogo d’Italia. Tutti i giovani sembrano Marco Carta, solo che invece di canzonette pop-pop canticchiano nanananananananaaa, menomalecheSilviocèè ininterrottamente; grande operazione commerciale, sta canzone.
E se uno è fascio, lo becchi subito perchè non applaude mai, o molto poco – mentre gli altri sembrano ultras della Lazio che impazziscono per Paolo di Canio sotto la curva, e partono ad ogni frase che Berlusconi pronuncia, anche se è di significato vago, ininfluente o una solenne cazzata.
Confuso, chiedo al mio amico: ma tu, che sei? Tipo liberale, popolare, qualcosa… ”Io? Io non sono niente, sono solo Berlusconiano.” E che vuol dire? “Essere belli, simpatici e abbronzati.” E avere un iPhone? “E avere un iPhone.”




















Purtroppo ho una visione differente degli iscritti e degli elettori del PDL. Sono molto più reali e meno identificabili. Una delle colpe della sinistra italiana è proprio la visione caricaturale di FI e del suo elettorato. Ci fosse un po’ meno supponenza non avremmo visto i quartieri popolari delle grandi città italiane votare a destra. Al sud B. domina, rischiamo il cappotto. Forse questi di destra non avranno una collocazione ideologica precisa però sanno quello che vogliono, dall’altra parte c’è solo un’idea ideologica che non ha ricadute nell’elettorato.
esatto: maggioranza silenziosa. non è supponenza, cerco solo di definire e non ci riesco. magari è proprio questo lo sbaglio.
Di mestiere faccio il consulente politico. Sono di sinistra e ho solo clienti di destra, perchè non si è mai profeti in patria…e ti posso dire che i Berluscones sono una razza a parte: equilibrati, autoironici, perbene quando sono per i fatti loro…ma appena si avvicina Lui si trasformano in una setta, è un fenomeno incredibile e per certi versi inspiegabile.
Professionisti, imprenditori, gente pratica che al solo nominarLo diventa rossa, gli occhi luccicano e dicono cose folli del tipo “Silvio Nostro!”. Perchè in fondo – e poi la faccio finita – Lui incarna alla perfezione l’idealtipo caricaturale dell’italiano standard: superficiale, ciarliero, con poco senso civico, scaltro, creativo, maidomo, bonne viveur, machista, omofobo, fintobigotto e operoso.
Marckuck
addirittura? orizzonti nuovi.