
Non tutto quello che sta succedendo è uguale, ovviamente. I contesti sono diversi, e le situazioni politiche, la società soprattutto, insomma, il paragone regge fino ad un certo punto; eppure sta succedendo di nuovo, ne sono convinto.
Il piu grande partito che la sinistra italiana abbia avuto, grande numericamente, idealmente e potenzialmente, si sta facendo sfuggire di mano il movimento degli studenti : esattamente come fece il PCI nel ‘77. D’Alema, chiamato a dirigere la FGCI apposta per cercare di governare il movimento, fallì miseramente.
Qui il comunicato dall’assemblea d’ateneo della Sapienza.
E’ veramente impressionante come le parti, trenta anni dopo, siano le stesse. Un grande movimento di opposizione dal basso autoformato, sia nel settantasette che oggi; un grande partito socialdemocratico all’opposizione, un governo di destra, una riforma sbagliata.
Metto in chiaro che non sto confondendo niente : i motivi e lo svolgimento del settantasette furono radicalmente diversi da ciò che sta succedendo oggi ( e meno male ).
Eppure non c’è modo di far entrare la sinistra di governo italiana nelle lotte sociali e nei conflitti di base, che è dove dovrebbe stare. Davvero, è refrattaria, non vuole. Ne ho anche già parlato.
Il PD, come il PCI ( vedi alla voce Pasolini ), un partito di fighetti e burocrati.
E invece sarebbe stato molto meglio, se la vogliamo mettere sul nobile, o avrebbe anche portato semplicemente qualche voto in più, che fossero arrivate dalla Segreteria ( l’unico organismo che alcuni di questi bambocci sembrano ascoltare ) direttive di alzare il culo e di andare alle assemblee e di stare dentro questo movimento pacifico, apartitico, sociale e giusto. Che ci voleva, niente. Magari qualcuno ci votava pure, e magari ora che Berlusconi cerca un dialogo avremmo potuto davvero, no a parole, rappresentare in parlamento gli studenti e il movimento, visto che ci stiamo veramente dentro, saremmo stati onesti.
Perchè ha ragione l’assemblea, non è che Veltroni arriva e dice ci penso io, dopo che, a parte dichiarazioni di leaders belle e sincere, l’opposizione sociale al governo la fanno gli altri. Comodo cosi.
Eh ma loro, eh ma noi, un grande partito riformista, loro sono contro il mercato, che c’entriamo noi.
Benissimo, facciamo come volete. Rimaniamone fuori. Diciamo che l’Onda è una buona cosa ma lungi dal partecipare, tanto valeva che dicevamo che ha ragione Berlusconi.












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