Archivio per maggio 2008

i tempi della barbarie


“Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui contento perchè mi risultavano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare”
Bertolt Brecht

Mio padre torna a casa portandomi un manifesto incartato, nuovo di pacca dell’Arci e molto bello, con queste parole. E devo trovare un posto in camera dove attaccarlo.
Sono tre volte che decido che devo mettermi a scrivere. Poi lascio perdere, e poi mi rimetto a scrivere.

I fatti. In pieno giorno, ore 13 30, via de Lollis, davanti alla Mensa, con tutta l’Università che sta mangiando a 50 metri, 3 macchine si materializzano dal nulla, escono fuori un bel gruppo di attivisti di Forza Nuova che con spranghe e catene caricano 4 ragazzi dei centri sociali.
Che stavano coprendo con dei contro-striscioni dei manifesti di Forza Nuova.
Manifesti che sono stati affissi nottetempo dagli attivisti di Forza Nuova, e che pubblicizzano un’iniziativa culturale che si sarebbe dovuta tenere giovedi a Lettere.
Iniziativa culturale sulle Foibe.
Si sarebbe dovuta tenere perchè gli studenti hanno occupato la presidenza di lettere e hanno ottenuto l’annullamento della manifestazione.

Io ero in istituto di Diritto Privato a far finta di studiare e a godermi l’aria condizionata, quando di corsa il mio compagno di studi mi avvisa che è ora di andare, che è successo un casino, se ho la kefia.
Si improvvisa un corteo.

[...]

Il corteo esce fuori dalla città universitaria mentre io vado a recuperare i miei libri per tornare a casa.

Duplice la dimensione dell’analisi.

Qualcuno diceva che erano usciti dalle fogne. E più di tanto non ci feci caso.
Poi spaccarono tutto al Pigneto.

E poi si presentano in pienissimo giorno all’università,ed escono le spranghe, e organizzano un iniziativa sulle foibe a Lettere. A Lettere, capito?

Il vento soffia mentre passo vicino alla Minerva. Vento caldo, che viene da Destra. La brutta aria che tira.

Mentre alcuni studenti sostengono che si, per carità, siamo tutti distantissimi da Forza Nuova, però non ha senso imporre l’annullamento di una loro manifestazione culturale, sebbene provocatoria e tutto.

So che la mia è un’impostazione rinunciataria. Ma qualcuno mi spiega perchè nessun giudice abbia ritenuto opportuno disporre lo scioglimento di organizzazioni politiche del genere, che sono neofascisti dichiarati e quindi non coperti dalla garanzia della nostra Costituzione? O vogliamo veramente iniziare a pulirci il sedere con la Carta e non più con la carta?
Il regista di Nazirock sostiene che il leader dei Neonazisti Tedeschi si è premurato di non farsi riprendere col braccio teso, perchè se lo beccava la polizia Tedesca lo chiudeva in galera appena tornato in Germania. E buttava la chiave.

Sconforto unanime da tutte le parti politiche. Bene, speriamo serva a qualcosa.
Intanto, giovedi, presidio davanti a Lettere,e aria di guerra civile.

add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook

una volta venire a Milano era quasi una festa, oggi di quella Milano dimmi cosa resta

Il titolo del post è un verso di una canzone che conoscevo ben prima della mia visita in terra meneghina. Si chiama Addio Milano Dolce ed è la sigla di Picnic, programma su radio2. Ve la linko qui perchè il testo è splendido e la canzoncina divertente. Yeah.

Non so esattamente perchè sono partito. Perchè mi sono svegliato alle 4 per prendere un taxi per Ciampino e un aereo Ryanair alle 7 del mattino per Bergamo-Orio al Serio.

Cioè, il motivo c’era pure, era che dovevamo andare a sentire un concerto di taluni soggetti che suonano violini e chitarre elettriche, a zompare un pò insomma ( chi sei? dove abiti? non ti incontrerò mai piùùùùù :O ). Concerto andato senza particolari patemi, sorvolando sul gruppo di apertura e sul suo bassista soggetto.

Ma il vero motivo era essenzialmente fare una caldarellata. ” Io vado a Milano, vieni? ” ” Si, andiamo “.

Milano, vedere questo posto, il grande nemico, il nord che produce, la Padania, l’esempio, la capitale morale d’Italia, tutto questo blablabla avrà pure un qualche senso, e quindi in ossequio al mio nome e presunta professione sono voluto andare a vedere con i miei occhi.

A Milano se sullo schermo della metro c’è scritto che la Metro passa fra tre minuti, la metro passa tra tre minuti. Se l’autobus parte alle 19:00, l’autobus parte alle 18:55. Di mercoledi, a pranzo, vieni servito in 10 minuti. Le vie principali sono pulite, sgombre, veloci, puntuali. I vicoli pieni di scritti : importa di meno.

Perfino lo stemma del comune è perfetto. Diviso in quattro dalla croce rossa del Carroccio,regolare, c’è lo stemma Comunale stilizzato, e Milano ripetuto due volte così che non te lo scordi.

Ho capito, o forse intuito ( immaginato? inventato? ) varie cose di quel posto, della sua importanza.

Milano non è Italia. Non è l’Italia a cui siamo abituati : spaghetti e mandolino, che se lo dicono gli altri ci fa incazzare, però non è che è un’offesa, in fondo. No, Milano non è così, c’è un aria diversa, più solida, si tocca, si taglia, si pesa si paga e si porta via.

” Esclusi i dipendenti pubblici? Toh, ciapaaa ” urla il Milanese quando apprende dal Tg5 ( sintonizzato sul canale 3 ) che i lavoratori del pubblico impiego non usufruiranno della detassazione degli straordinari.
Il perchè di questa decisione da parte di questo governo è : Milano.
Si danno più soldi a chi produce, non a chi riempie scartoffie e fornisce servizi. Perchè se la produzione è scadente non viene venduta, se il servizio è scadente fa solo incazzare.

Liberalismo purissimo, appena estratto dalla sua antica miniera e pastorizzato in Galéria.

Ora so perchè abbiamo perso le elezioni : perchè le ha vinte Milano.
E noi non siamo in grado di parlare a Milano. Io non sono in grado di comunicare con Milano. E’ fuori dalle mie corde una città così.

E su questo si deve lavorare. Ho la sensazione che se mai ( cioè mai ) riusciremo a parlare con Milano, forse vinceremo e sarà grandioso. Fino a quel momento, saremo Roma, Italia, altro. Ma non Milano. Che è l’Italia che ha vinto le ultime elezioni.

Con queste sensazioni mi avvio verso la strada del ritorno e prendo la Metro al volo. Cioè, proprio una di quelle scene da Film in cui ti infili nelle porte che si stanno chiudendo. Una metro che deve partire di corsa, una scena tipo quelle in cui il buono riesce a seminare il cattivo che lo stava pedinando.
Certo se c’era qualcuno dietro di me non riusciva ad entrare, la porta si è proprio chiusa dietro di me, sarebbe rimasto fuori.
Tipo Sliding Doors. Forse ora c’è un Milanese in più che non ha fatto in tempo a prendere la Metro. Era dietro, è rimasto là. La linea 1 della metro non lo ha aspettato.

add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook

portate i sali

Ansa 19/05/08 12:03 : ” Il Partito Democratico lancia la sua Scuola estiva di politica. Si terrà – spiega un comunicato del loft – tra l’11 e il 14 settembre tra Cortona la Val di Chiana e il Trasimeno con la partecipazione di dirigenti politici e studiosi italiani e stranieri.
Alla Scuola estiva di politica – il cui programma dettagliato verrà reso noto nelle prossime settimane - si potranno iscrivere aderenti al Pd e cittadini. Le modalità per l’iscrizione saranno diffuse sul sito del Partito Democratico:
http://www.partitodemocratico.it/ “

Tommaso in questo momento non può rispondere perchè è svenuto. Non potrà rispondere manco dopo perchè si andrà ad incatenare al Loft finchè qualcuno non gli dirà che, si, va bene, può andare a Frattocchie 2.

Razza Slava? , Chi sarebbe la

E’ molto bello leggere articoli tipo questo.

Perchè ti danno modo di capire quali sono i
due
fondamentali
problemi
di questo paese. Secondo me eh

I due problemi che se spettasse a me scrivere un programma di governo – tipo gli allenatori del baretto, quelli che si improvvisano, noi siamo così, tutta gente del baretto, la nostra strada è il baretto ( diceva quello ) – dicevo, se dovessi essere io a scrivere blablabla metterei al primo posto . Al primo.

Informazione e Giustizia. Informazione e Giustizia sono le due cose che non funzionano in questo paese. Quando funzioneranno tutto andrà a posto da solo, mi prendo la responsabilità di dirlo con sufficiente certezza. Perchè entrambe queste cose sono il fondamento della Democrazia.

Che c’entra con l’articolo sui Rumeni? C’entra, c’entrano tutte e due le cose.

Sul rapporto fra questo problema e la Giustizia Italiana ho già scritto, e anche se credo sia una vera pacchianata citare se stessi, lo faccio perchè a quel tempo credo di essere stato sufficientemente chiaro sul punto. ( qui, intendo )

Sull’informazione?

Dopo Roma, andrà a Napoli dove la situazione è, se possibile, ancora peggiore. Saprà, ad esempio, che pochi giorni fa una donna rom è entrata in una casa e ha cercato di portare via un neonato. E che ci sono state le ronde contro i campi. Quale la soluzione?
“Io credo e ho fiducia nella democrazia e nei diritti. In questo ambito va trovata la soluzione. Quindi le regole devono essere rispettate da tutti e chi sbaglia deve pagare. Chi commette un crimine deve essere arrestato. La giustizia italiana deve arrestare chi delinque e tenerlo in carcere. Questa è democrazia. Chi sbaglia paga. Non si può mescolare tutto”.

Non è desolante sentire un giornalista che dice ” a Napoli la situazione è ancora peggiore ” ? Si , lo è. E’ rassegnato e triste. Certo non è colpa sua risolvere il problema.

Ma io spero che poi questo giornalista si alzi e vada ( o sia mandato a calci ) dal Ministro dell’Interno a dire ” Guardi che c’è questa che ha detto così e cosà, lei che cosa ne pensa? Si/No/Perchè/Forse/Quindi?

Chi può alzare la mano e scommettere che succederà?

Oppure che ci sia un editorialista che scriva che c’è una combattiva eurodeputata che in una paginetta d’articolo ci ha fatto il culo a tutti. Che scriva che le sanzioni che l’Europa ci darà non sono solamente simboliche, ma sono la prova che siamo inadatti a competere sul piano dei fatti e della teoria con gli altri paesi d’Europa.

Leggerò volentieri gli articoli di questa gente, quando usciranno.
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook

una di quelle scene da film

Arrivo.

Scendo dalla macchina, corro, sono in ritardo. Cioè in ritardo poi de che, come se ci fosse un ora precisa.
Gente alla porta – mi scoccia. Perchè o sgancio due euro per entrare ( e maddechè ) oppure devo mettermi li a spiegare che sono uno del collettivo. Ma perchè, sono uno del collettivo, io? Beh, si tratta appunto di questo, qui.

Comunque non c’è questo problema perchè tanto c’è Carmen alla porta che mi riconosce e entro gratis, gli altri del servizio d’ordine mi avranno guardato male ma io non li ho guardati.

Sapienza, notte, vuota. Poca gente in giro che fa la spola fra la facoltà e la porta. DjSet anni 90 : Lillo e Greg. Le magnifiche e progressive sorti della Sinistra Extraparlamentare sono racchiuse ne Il Ballo dell’Estate? Sorrido. Che altro possiamo perdere?

Arrivo, la gente mi viene incontro, mi salutano: perchè? Chi sono io? Ci sono dentro? Davvero?

Giulietta, e poi FrancescAlta… Ludo, irraggiungibile. Aurora, ehi ciao Marcolino!

Il collettivo balla da solo sotto l’androne della facoltà. Gli altri sono sulle scale di geologia. Nessuno ci segue, vabè, noi ci abbiamo provato, e torniamo a posto.
Io mi guardo intorno.

E per la prima volta mi rendo conto dei miei movimenti. Mi rendo conto che sembro scemo ad aggirarmi da solo guardandomi attorno. Piccolo che sono.
Link. Connesso. Un pò, un pò di più.

Non conosco nessuno. Mi accollo di volta in volta agli altri del collettivo. Che però giustamente, hanno altro da fare.
Mi accodo a Marcolino che va all’ingresso col servizio d’ordine. Parliamo degli esami che arrivano. Io? Esami? Arrivano?

” perchè una volta dato Lipari sarai veramente iscritto a Giurisprudenza ” ” allora è normale che io mi senta ancora fuori ” ” certo! ” – phew -

Allora ritorno e mi siedo vicino a Franceschina – DirittoCivile. ” sono andato a vedere quella cosa su cui avevamo un dubbio..”” no ti prego non ci provare. non stasera. sto a pezzi. shhhhh “

[...]

Mi alzo. Gente intorno a me. Sapienza, Università di Roma.
Allargo lo zoom: vista dall’alto. MI siedo sul bracciolo delle scale di geologia, dietro il bar.

Che fine ha fatto casa mia? Dove sono i miei riferimenti, le mie sicurezze? I miei agganci sicuri?
Dov’è il mio sentire l’aria dei posti, l’essere padrone della polvere e dei luoghi? Il saper indovinare dove trovare le facce? Le mie abitudini tiepide?

Le mie certezze spazzate via da questo nuovo ambiente che irrompe.
Ho pensato che non c’entrasse niente aver visto Iron Man subito prima, poi però a me piace trovare agganci in tutto quello che succede.
Esoscheletro. Lui se l’è fatto su misura, lavorando il metallo. E ora lo usa bene.

Io non lo so fare, dovrò aspettare. Che il tempo eroda da solo le imperfezioni del vento. Fino a che saprò evitare le correnti e sapere prima da dove vengono.
Non ricordo un periodo così lungo e traumatico da … mai. Ma magari è necessario tagliare i fili per vedere quali restano interi.
Tipo quelli di Hercules. Quali sono i tuoi fili d’oro?
E sarà l’abitudine e la volontà a costruire un mondo fatto di facce nuove e di nuovi ganci a cui legare la cordata. Sei il più piccolo, ricordatelo.

Ballano. Facce. Corrono. Girano. Festa. Anticipazione delle Lauree. Combattiamo. Mobilitiamo. Settimo Appello. Auletta. Solito odore di canna di quello che se la rulla vicino a me.

Giro la testa da un lato e guardo la mia università, sotto di me.

E forse ho capito; mi alzo.
E do il cambio al Bar.
“Birra? Un euro. Chi c’era dopo?”

proprietà commutativa

In attesa di un altro post che ho intenzione di scrivere stasera su altri argomenti.

Io non ho visto la puntata ieri, ma questo video è più che sufficiente per una considerazione.

Ci sono dei politici che interrogano Travaglio ( giornalista ) facendogli delle domande piuttosto puntuali e pretendendo risposte.

Al di là di tutto quello che si può pensare, dovrebbe essere il contrario.

add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook

gotenks

Sentendo la discussione per la fiducia oggi alla Camera, mi è venuto in mente che mi piacerebbe che la sinistra parlamentare oggi fosse Gotenks.

Per due motivi, essenzialmente.

Il primo è che sarebbe molto molto figo, perchè il nostro qui accanto è il piu ganassa di tutti quanti messi insieme e tira un sacco di mazzate.

Il secondo è che è il risultato della fusione.

Il discorso di DiPietro lo rende praticamente un eroe civile.
Signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi – con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta – le diciamo: «noi no, noi dell’Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell’Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va’ che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi “.

O anche :” Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso – ed ancora ieri – ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.”.

Bene, io so che diranno quelli del PD. Perchè lo hanno già detto, mica per altro. Che questo è un parlare da passato, che bisogna finire queste contrapposizioni , che lo scontro frontale ha distrutto l’Italia.

Io dico che è pericoloso dimenticarsi del passato perchè il progresso e il progressismo non c’entrano niente con la tabula rasa. Soprattutto se questa tabula rasa serve semplicemente a farsi legittimare dall’avversario politico.

Infatti è forte il dubbio che – posso dirlo? – Veltroni stia facendo la moina perchè da qualche parte deve pur appoggiarsi, avendo perso le elezioni ed essendo già cominciata una ( pessima , solita e indesiderata ) fronda interna. Piu che altro c’è su tutti i giornali, non è che sono bravo io.

In compenso la seconda parte dell’intervento di Veltroni, quella piu programmatica, e piu adatta a un opposizione costruttrice ( non costruttiva, perchè l’opposizione non è costruttiva, è li per opporsi ), mi è piaciuta, è valida ed appoggiabile. Quella in cui vengono fatti notare quali sono i problemi da risolvere. L’idea di stare col fiato sul collo, insomma. “Ci vuole poco a dire che si cancelleranno tutte le tasse, si espelleranno tutti gli immigrati, si garantirà la sicurezza di tutti, così come è facile, certi ideologismi di destra e di sinistra lo fanno sistematicamente, affermare che sia giusta ogni innovazione, purché sia lontana da sé. L’ideologia del guscio, l’illusione che il mio luogo sia al riparo e possa astrarsi dal luogo di tutti, l’illusione che la mia vita sia separabile da quella degli altri, l’idea in sostanza di una società socialmente egoista con il fiato corto, convinta che la soluzione di ogni problema sia la sua semplice rimozione alla vista“. Bene, non male.

Insomma, una fusione. Vorrei un’opposizione che dica quali sono i problemi, ma vorrei che cambiassimo ghostwriter, perchè veramente non ne posso piu di discorsi scritti da Lillo il Castoro.

FUUU – SIOOO- NE!

Ps. In tutto questo si incastona una cosa di rara pericolosità e da stigmatizzare subito. DiPietro ha appena iniziato il suo intervento, con toni duri, e arrivano fischi dai banchi del PDL. Bene, DiPietro chiede al presidente d’aula, Fini, garante del corretto svolgimento dei lavori, il silenzio.

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest’Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti…
Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però!
Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice …. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell’emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

Dipende unicamente da ciò che si dice?
Dipende unicamente da ciò che si dice?

Dipende unicamente da ciò che si dice?

Io sono sicuro, sicurissimo che Fini non abbia voluto intendere quello che sto pensando io. Sono sicurissimo che mi sto sbagliando.

Perchè il diritto di parola che dipende unicamente da ciò che si dice ha un brutto nome : che inizia con la F.

Spero che il presidente del mio parlamento, la terza carica dello stato repubblicano… beh, mi piace ancora sperar bene. Ecco tutto.

add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook


D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

Aggeggi

a

Flickr Photos

Ambra

St Paul from Millennium bridge

Tate modern

Valerio is in da Tube

QD0051003

Imperial War Museum, outside

QD0051006

J&F

London

Imperial war museum

Altre foto

maggio: 2008
L M M G V S D
« apr   giu »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.911 follower