game-set-match ( sul ponte sventola bandiera bianca )

E’ successo.

Lo sapevamo, ce lo sentivamo tutti, oggi è stata pure una giornata nel complesso pessima,e torni a casa e senti che Alemanno sta sette punti sopra Rutelli e vincerà, e vince la corsa a sindaco di Roma.

Forse è agevole richiamare le dimensioni della disfatta. Al primo turno Rutelli si assesta al 45,8, Alemanno si ferma al 40. Al turno di ballottaggio Alemanno vince con il 53%, Rutelli fermo al 46,3. Questo, matematicamente parlando, vuol dire che Alemanno ha recuperato 13 punti, Rutelli ne ha guadagnato uno. Uno. In due settimane di campagna elettorale per il ballottaggio, un punto.

Potrei stare qua ad analizzare il fatto che l’aria comunque è cambiata in tutta Italia, e pesa il ricordo cattivo di Prodi. Pesa anche il risultato delle elezioni. Potrei stare ad evidenziare come 14 anni di centrosinistra a Roma giustificano un cambio di parte, in una logica delle alternanze. Potrei dire, non so, che dall’opposizione è più facile fare campagna elettorale e giocare sul tema sicurezza, a palla. Oppure che bisogna aprire una riflessione nel partito.

Bene, farò tutto questo e andrò anche oltre. Perchè questa è una vera rasoiata.

Io, che ci ho messo anche la faccia per Rutelli, che mi sono candidato manco nel partito, ma nella lista civica che porta il suo nome, insomma ho fatto del mio meglio, ci ho provato, ho fatto campagna elettorale, e quindi proprio nessuno mi può accusare di non essermi speso per la potenziale vittoria in prima persona, io dicevo, come tanti, pongo una fondamentale domanda, a cui prima o poi voglio una risposta.
Chi cazzo ha candidato Rutelli. A chi è venuta in mente quest’idea malsana di ripresentare uno che non aveva nessuna carta per ” rinnovare la continuità “. Uno che era già stato sindaco, uno che la base degli ex-ds, che porco giuda bastavano due calcoli sono il partito egemone della sinistra a roma, seguiti dalla sinistra arcobaleno non ha mai potuto vedere da quando ha fondato la margherita. Perchè? Perchè questa scelta suicida?
E infatti non l’ha votato nessuno. 60000 persone ( una manica di idioti secondo me ) hanno fatto il voto disgiunto, Zingaretti alla provincia, chivvepare a Roma. Bene.
Perchè non è stato candidato Zingaretti a Roma, volto nuovo, curioso, competente, apprezzato dalla base, conosciuto dai militanti, umano, vicino, efficace, non è dato saperlo: anzi, lo si sa benissimo. “La candidatura di Rutelli, al contrario, è il frutto dell’ennesima alchimia di laboratorio (o di loft). Una collocazione di “prestigioso ripiego”, per un dirigente che è già stato sindaco due volte, che ha corso e perso un’elezione politica nel 2001, che è stato vicepremier nel 2006 e che ora, nel nuovo organigramma del Pd sconfitto il 13 aprile, rischiava di ritrovarsi senza un “posto di lavoro”. L’opinione pubblica, di sinistra ma anche di centro e di destra, ne ha tratto la sgradevolissima impressione di una nomenklatura che usa le istituzioni come “sliding doors”. Porte girevoli, dalle quali si entra e si esce secondo opportunità pratica personale, e non secondo utilità politica generale.” scrive lucidamente Giannini su Repubblica, e non è che ci voleva un genio per capire.

Ma la piantiamo di prenderci e di prendere per il culo? Poi, io ho molto da ridire anche sulla grafica dei manifesti ( ” Per Fare. ” Per fare che? ” Rutelli con settecentomila voti è in testa ” Vabbè allora non ci vado a votare , veramente uno staff di geniacci, chi ha organizzato la campagna elettorale, Lord Casco di Spaceballs? ).

E poi è ora che ci svegliamo. Ha perso Rutelli, ha perso Veltroni, ha perso l’asse Roma e il modello Roma, ha perso ” il sindaco d’Italia “, la voglia di espiantare la buona amministrazione sulla proposta politica.Noi che stiamo a Roma, io che sto a Roma, siamo tutti belli e di sinistra, però è andata a finire che non conosciamo il nostro paese e a questo punto manco la nostra città.
O semplicemente Piazze Piene, Urne Vuote. E ora una grigia, grigissima nuvola si abbatte sul Partito Democratico, e Veltroni suda.

Resta veramente il rammarico per questa candidatura, sbagliata, sbagliata, non efficace, senza primarie, imposta. Perchè Veltroni era il più spendibile, e ha fatto ciò che poteva. Rutelli non era il più spendibile e ha fatto a volte anche male, come le gaffes clamorose sul braccialetto di sicurezza.

Bene, che poi in una logica Europea, parliamoci chiaro, non c’è niente di male se dopo 14 anni si cambia gestione. Il problema è che un ondata di missini ha sfondato le porte del campidoglio. Questa non è una destra europea, questa non è una sinistra europea, questo non è un paese d’Europa.

Aver perso Roma in questo modo è simbolico e interessante. Adesso questa gente, si, forse anche Veltroni, forse, è chiamata a comprarsi le valigie. Cercheremo un modo, come al solito, per non fargliele riempire. Ma cazzo, ci starebbe proprio.

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3 Responses to “game-set-match ( sul ponte sventola bandiera bianca )”


  1. 1 Calamar 28 aprile 2008 alle 10:51 pm

    Analisi completamente condivisibile. Ma adesso qualcuno di questi testoni inizierà a capire che bisogna esserci sul territorio? Cacciari dice che Veltroni non deve dimettersi? Certo dopo una disfatta simile…

  2. 2 Sergio de Ferra 30 aprile 2008 alle 7:55 am

    Dovevano candidà Tommaso! Caldarelli al Campidoglio!

  3. 3 Ilaria 2 maggio 2008 alle 12:51 pm

    Rutelli è un pagliaccio :)
    (e l’ho pure votato, tanto non volevo Alemanno sindaco!)


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