Archivio per 20 Aprile 2008

Costruire, Distruggere, Ricostruire

Oggi, una bella giornata, tanti pischelletti in camicia blu che tirano su una sopraelevata.

Inizio a risentire parole come Filagna e Palanca. Soprattutto il plurale, Palanche. Che sono soldi, in dialetto, ma a noi ci interessa che siano dei rettangoli di legno lunghi, e spesso c’è il bordo rosso, ma quello non serve, e qualche volta hanno l’anima di ferro dentro, ma quella è meglio di no perchè è piu pesante e se la devi segare è finita.

Servono essenzialmente ai capisquadriglia per salire sulla sopraelevata mezza costruita e non fare un cazzo mentre mandano gli ultimi di squadriglia a prenderle, le palanche. Non c’è niente di male, l’abbiamo fatto tutti.
E le filagne sono dei lungoni oblunghi di legno cilindirci il 70% pesanti, il 30% marci e il 60% marci e pesanti. Sono liberi di reggere la struttura della sopraelevata, se lo ritengono, ma non è che qualcuno li obbliga, infatti semmai fanno un botto fantastico, preferibilmente con la gente sopra.

Nah. Poesiola descrittiva a parte, è stato bello rimettersi a costruire le cose del reparto, come al solito viste dall’altra parte.
E’ bello costruire. Tirare su le cose solide e vedere che prima non c’erano e poi dopo le tue legature fraciche e abbastanza precarie stanno su. Ingegneria di base, creazionismo umano.

Ho visto in televisione il Papa a Ground:Zero. Al di là del papa, mi sono chiesto che effetto deve aver fatto ai newyorkesi abituarsi a perdere uno dei loro punti di riferimento. Confrontarsi con qualcosa che un giorno c’era e il giorno dopo, semplicemente, non c’era più. Insomma un palazzo, un architettura, è soprattutto qualcosa di psicologico, che occupa lo spazio e lo dipinge a modo suo, se c’è o non c’è fa differenza.
Come se in un boschetto abruzzese ci sono solo alberi o anche filagne, cordini e palanche.

Mah. Per tutto il resto, rivolgersi al signor Mah, soprattutto a Roma, in cui Rutelli si trova fra capo e collo della sua campagna elettorale uno stupro rumeno e un furto in villa con successivo strangolamento di vecchietta. Che può dire il nostro candidate ( sono il candidato? non sono più il sindaco ) davanti all’emergere – BUM! – tutto insieme del problema immigrazione a Roma?
Certo non può accusare Veltroni ( lo odia a morte ), ma non può neanche difenderlo ( lo odia a morte ). Dovrà parlare d’altro, e in questo risulta bucare il video molto molto meno di un eventuale Veltroni. Non rende uguale ( lo odia a morte) .

Bene, il ballottaggio a Roma sarà rischioso.

Per tutto il resto : Boh?! :S


D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.

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