Tacciato di Incoerenza.

pragueposter.jpg Non so perchè.

Un riflessino personale prima di iniziare il bombardamento a tappeto sulla campagna elettorale.

Io ho votato Comunista alle ultime elezioni. E ora, salvo smentite dell’ultima ora, voterò PD.
Probabilmente è carino spiegare anche perchè.

O forse no, potrei cambiare e basta senza spiegare, ma per me parlar di politica è parlare di Vita, ed è un pò che non racconto di Vita.

Probabilmente perchè in mezzo è passato del tempo. Sono successe parecchie cose.

Ho parlato di recente con alcuni universitari dei Collettivi. Sinistra Critica per loro.
Parlano di rivoluzione, di operai, di Movimento, di lotte che nascono dal sociale, cioè cioè. Cioè.
In effetti, mai stato un Cioèista.
Allora mi sono messo là a dire se ha ancora senso parlare di operai in lettura Marxista ( perchè l’operaio esiste, non diciamo boiate. ) L’operaio per Marx non era un individuo, era una certezza.
L’operaio aveva la certezza che sarebbe stato sfruttato per tutta la vita. Che la sua era una situazione bloccata, e che avrebbe dovuto chinare la testa per sempre.
Un giorno se ne sarebbe reso conto. Qualcuno avrebbe capito che erano in tanti come lui, e avrebbero bloccato tutto. Che cosa poteva fare il padrone, costringerli a lavorare? Nemo precise ad factum cogi potest. Nessuno può costringerti a fare qualcosa che solo tu puoi fare. O prendeva la chiave inglese lui, o la macchina non si montava. Usare la forza? Che ci provasse, noi siamo di più.

E qualcosa sarebbe cambiato.

Ho chiesto se questa situazione esiste ancora, nel mondo di oggi. Liquido, dove se tu non vuoi fare qualcosa, beh, sai che c’è di nuovo, troverò qualcun altro.Altrove. In Cindia, a costo zero, quasi quasi mi conviene. Ciao.
E ora chi è che ha bisogno dell’altro? L’operaio o il padrone?

Non ho avuto risposta. Mi sono chiesto se chi proclamava Marx avesse letto Marx – perchè se sei un comunista e non proclami Marx, beh, sarai qualcos’altro, cosa sarai non lo so. Come ha detto poi Jack quella sera, fra le risate del caso, ” una faccia del tipo ” ma come, il Capitale è scritto anche dentro? “. Ecco, calza.

Provo a spiegare io.
Ci troviamo davanti a una illuminante inversione della Dialettica del Servo-Padrone di Hegel, che è alla base del Marxismo. Ora è il lavoratore che ha bisogno di lavorare.

Bisogno di lavorare per rimanere dentro la società dei consumi, ma nella sua versione accessibile a tutti creata dalla Socialdemocrazia e dal Keynesismo. Una società più uguale per tutti se vogliamo, più libera, ma a costo maggiore, un costo fisso che va pagato. Da tutti. Casa, beni, macchina, vita comune, vita minima.
Non scherziamo, è roba che “l’operaio” si sognava.

Uno spettro si aggirava per l’europa. Lo spettro della rivolta dei Servi.
Ora, qual’è lo spettro che si aggira?

Forse la Paura, come dice Bauman. La paura di perdere punti di riferimento, quando tutto ti crolla addosso. O forse molti non se la pongono nemmeno la domanda, e accettano il mondo per come gli viene presentato. Ma non potrei definirmi uno di sinistra se pensassi così, se non sperassi di cambiare me stesso e le cose intorno a me. O forse discorsi un pò esagerati di uno un pò troppo sensibile.

O forse nessuno spettro si aggira. O forse viviamo in una società ricca e avanzata, in cui le disuguaglianze che ci sono in qualche modo le possiamo risolvere. Nulla paragonato a chi si muore di fame. Loro si, che hanno qualcosa da pretendere da noi. E che alla fine potrebbero prevalere, quando andremo a chiedergli il loro sole, la loro acqua, la loro terra, perchè la nostra non funziona più. Prospettive catastrofiche?

Non so. Di certo, ad un analisi marxista, non siamo certo noi occidentali quelli che non avendo nulla da perdere ci solleveremo per un mondo migliore. Semmai questo succedesse, ci faranno il culo loro. A buona ragione.

O forse speravo che Diliberto, con la sua faccia competente da allievo delle Frattocchie, avesse anche la lungimiranza di aspirare ad una impostazione governista. Nel senso, se vuoi fare il pericoloso rosso, evita di candidarti con Mastella : anche se è l’unica occasione che hai per andare in parlamento.

Si, volevo una logica di compromesso, da sinistra. So che è il centro che è mancato.
Speravo che la bandiera rossa italiana venisse tenuta su dai figli di Berlinguer. Quello degli ” elementi di socialismo nei punti alti del capitalismo” Mi sono ritrovato degli adoratori di Lenin.

E mi sono ritrovato niente più che un socialdemocratico compassionevole.

2 Responses to “Tacciato di Incoerenza.”


  1. 1 Marina 24 febbraio 2008 alle 3:33 pm

    Forse dovresti cominciare a parlare non solo con i collettivi, ma anche con chi è alla ricerca di verità e di equilibrio in maniera disinteresata: comincerai a capire cosa siano i confronti.
    Se ti tieni le cose solo per te o tra i tuoi collettivi…la messa (non so se sai cosa sia, ma non faccio riferimento alle liturgie della messa) finisci per suonartela e cantartela…
    ciao!

  2. 2 bahpsyday 2 maggio 2010 alle 8:50 am

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