Aspettando il SuperTuesday.

744px-flag_of_south_carolinasvg.png Ammetto di essermi sbagliato, d’altronde i fatti stanno la.

Avevo tentato una piccola profezia dicendo che in Carolina del Sud Obama avrebbe perso. Intendevo e numericamente ( e probabilmente non sapevo quanti neri abitano in Sud Carolina ) ma soprattutto politicamente ; mi ero accodato a quanti dicevano che, prendendo solo il voto dei neri, Barack Obama avrebbe fornito un argomento per farlo diventare il candidato ” di una parte “, il candidato dei neri in quanto neri. E questo avrebbe fatto collassare la sua campagna elettorale, basata sull’essere il candidato ” di tutti “.

Lo so, non faccio proprio onore al banner che ho linkato qui a fianco. Ho già spiegato il perchè : gli americani voterebbero il ragazzo nero di Chicago , o gli preferirebbero un vecchio bianco veterano ( John McCain ), un miliardario ( Mitt Romney ), o un sindaco sceriffo ( Rudy )? La domanda resta comunque, e la scommessa pure.

Ma Obama trascina, e non si fa problemi per questa domanda, che probabilmente conosce. Logica di partito o buon senso di chi vuole vincere, innanzitutto, e mettere un Blue alla casa bianca, no matter how, gli potrebbero consigliare di passare in secondo piano, tornare nell’apparato e prepararsi a fare il delfino, magari il vicepresidente di Hillary, e stare lì, pronto alla successione. Sarebbe un presidente donna e un vicepresidente nero, e già sarebbe storia questo.

Ma probabilmente non sarà così. I giochi stanno venendo fuori per come sono, il vecchio Bill non fa che parlare a nome e per conto della moglie ( noi, noi abbiamo fatto, noi faremo ) e si capisce che ci si prepara ad eleggere i Clinton, in blocco, alla casa bianca.

E la gente non ci sta.
Obama sta riuscendo dove ovunque altri hanno fallito : sta riportando la gente a votare. Non ci è riuscita Segoléne, la sua Segosphere gli ha avvicinato un sacco di giovani, ma in questo modo si è persa i ” vecchi “, i maggiorenti del partito, la gauche intellettualoide, la base che la guardava dall’alto in basso.

Stendiamo un pietoso velo poi sull’italia, dove l’unico in grado di portare la gente a votare per qualcosa è un comico che fa politica molto meglio di una politica che fa ridere i polli.
E che comunque è parte di quel sistema del ” buttiamo giù tutto ” di cui, pare, fanno parte la maggioranza di quei ggiovani che se ne interessa. Gli altri, tacciono o missing.

Obama fa tutto questo e anche più. Per ora è riuscito a tenere insieme giovani e vecchi, novità e storia del Partito Democratico.
In Sud Carolina doppia Hillary( 55 a 26 ), prende tutti i voti neri, tutti i voti giovani, i voti di molte donne. A Hillary resta il voto degli adulti.

La figlia di Kennedy dice che è come il padre. Probabilmente Obama tocca ferro, però il messaggio è chiaro.
Con 2 vittorie fulminanti e 2 quasi-pareggi, per ora Obama ha più numeri di Hillary per la convention di Denver.

Cinque febbraio, superTuesday. Si vota ovunque, si elegge il Candidato Presidente, da li in poi nessuno apre più bocca.

Si vota a New York, proprietà feudale della Clinton. Si vota in California, dove vengono assegnati oltre…bo, non mi ricordo, però un sacco di delegati, una svaria. In Florida, dove c’è il maggioritario ( chi vince se li piglia tutti ).  Edit : me so sbajato, nun se vota er 5 in Florida. :P

La partenza per Obama è indubbiamente buona. Hillary è sottotono, i soldi iniziano a scarseggiare, e il marito oramai le ruba la piazza, senza che questo sia un bene, secondo me. Ora lei sguinzaglierà il voto di apparato, la tessera di partito, mentre la forza di Obama finora è stata negli indipendenti, i tornati a votare.

Non sembra, ma è ancora tutto aperto.

Stay Tuned, Meetcha on February 5th.

1 Response to “Aspettando il SuperTuesday.”


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