Pura Reazione.

10794029_a7d2081637_m.jpg Se aprite il giornale oggi, fra le altre notizie c’è anche quella del fatto che il Papa ieri ha celebrato la messa con le spalle ai fedeli.
Aiutamaddì stica, qualcuno potrebbe dire.

E invece pare che la cosa sia grave.

I miei ieri, sentendo la notizia, sono tipo sbroccati, quasi preoccupati.

A ben informarsi, il problema è che la messa guardando i fedeli sia una cosa relativamente nuova nel culto. Prima si diceva messa guardando l’altare.
E in effetti, se vi va ( vi vada. ) di rivedervi In Nome del Papa Re, Manfredi cardinale celebra la messa rivolto all’altare, e non ai fedeli.

” Ancora non ci hai detto quale è il problema ” urla qualcuno la in fondo alla sala. Ci arrivo.

La messa con l’occhio ai fedeli l’ha introdotta nel 1962 il Concilio Vaticano II, una delle più grandi rivoluzioni di fede nella storia.

Il concilio ha deciso sciocchezze del calibro di :

1) Abolizione definitiva della messa in latino

2) Ripensamento del ruolo del fedele ( il prete che guarda il fedele, giustappunto ). Si parla di sacerdozio universale : tutti i fedeli, e non solo i consacrati, sono destinati a Dio.

3) Ripensamento del ruolo dei Laici ( e conseguente valorizzazione del volontariato cattolico ) e ripensamento del ruolo del Mondo e delle altre Religioni, con un forte sentimento di apertura nei confronti di non cristiani e, piu in generale, di chi non la pensa uniformemente alla chiesa sulle più disparate tematiche.

Il concilio diede una spinta di rara importanza al mondo cattolico. Determinò, fra l’altro, l’autonomia dei Cattolici in Politica, stabilendo che nessun partito potesse rappresentare tout-court i Cattolici, e che quindi fosse fatta salva la libertà di scelta.

In breve : il più grande esercizio di Laicità all’interno di un contesto religioso. La gente era impazzita. Alcuni preti si misero ad aiutare gli operai ( iiiih ), alcuni altri, in sudamerica, iniziarono ad aiutare i contadini nelle loro lotte, pure se questi erano Marxisti ( iiiiiiiih ). Si parlò addirittura di Progressismo.

Ed ecco perchè il ritornare ad atteggiamenti preconciliari mina questo spirito, ed è pericoloso. Per tutti, cattolici e no.

L’offensiva gerarchica in questo momento è al suo massimo. Dalla moratoria sull’aborto, al rinnovato ruolo dei cattolici in politica ( Binetti che chiama i vescovi prima di votare, e poi si aggira delirando di preghiere da fare dopo che ha votato contro il governo, lei, no il padreterno [sic] ), il Concilio sta venendo eroso.

Evitiamo, eh.

Ps. Siamo partiti il 29 Ottobre. Oggi, 14 gennaio, in meno di tre mesi D-Avanti supera le 1000 visite. E , a 19 anni, la cosa si commenta da sola.
Grazie a tutti.

5 Responses to “Pura Reazione.”


  1. 1 antigòne,una fedele lettrice 14 gennaio 2008 alle 3:08 pm

    che ringrazi,è tutto merito tuo! complimenti comunque :)

  2. 2 Jack 14 gennaio 2008 alle 3:55 pm

    Il problema non è il papa che fa la messa di spalle, il problema è il papa.

    P.S.: Compleimenti per le mille visite!

  3. 4 Marina 15 gennaio 2008 alle 12:19 pm

    Per il prossimo post (che fara’ riferimento sicuramente alla visita del Vicario di Cristo – per i credenti, si intende…) ti invio questo testo: il testo completo da cui e’ tratta la frase delle proteste…
    Si attribuisce al Cardinale , la frase di Feyrabend che Ratzinger cita proprio per dire il contrario di ciò che gli si vorrebbe fare dire. Basta leggere il testo della conferenza, non è neanche particolarmente difficile.

    Joseph RATZINGER

    La crisi della fede nella scienza

    (tratto da Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti, Paoline, Roma 1992, p. 76-79).

    “Nell’ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall’uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile. Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo. Questo fatto, ancora poco considerato nel XVII secolo, venne -già nel secolo successivo- elevato a mito dell’illuminismo. Galileo appare come vittima di quell’oscurantismo medievale che permane nella Chiesa. Bene e male sono separati con un taglio netto. Da una parte troviamo l’Inquisizione: il potere che incarna la superstizione, l’avversario della libertà e della conoscenza. Dall’altra la scienza della natura, rappresentata da Galileo; ecco la forza del progresso e della liberazione dell’uomo dalle catene dell’ignoranza che lo mantengono impotente di fronte alla natura. La stella della Modernità brilla nella notte buia dell’oscuro Medioevo (1).
    Secondo Bloch, il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l’affermazione dell’esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività. Egli scrive testualmente: «Dal momento che, con l’abolizione del presupposto di uno spazio vuoto e immobile, non si produce più alcun movimento verso di esso, ma soltanto un movimento relativo dei corpi tra loro, e poiché la misurazione di tale moto dipende dalla scelta del corpo assunto come punto di riferimento, così ?qualora la complessità dei calcoli risultanti non rendesse impraticabile l’ipotesi? adesso come allora si potrebbe supporre la terra fissa e il sole mobile» (2).

    Curiosamente fu proprio Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico, uno dei primi ad opporsi apertamente a tale mito, offrendo una nuova interpretazione dell’accaduto. Il vantaggio del sistema eliocentrico rispetto a quello geocentrico non consiste perciò in una maggior corrispondenza alla verità oggettiva, ma soltanto nel fatto che ci offre una maggiore facilità di calcolo. Fin qui, Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae:
    «Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo» (3).
    Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive:
    «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» (4).
    Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica.
    Con mia grande sorpresa, in una recente intervista sul caso Galileo non mi è stata posta una domanda del tipo: «Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?», ma esattamente quella opposta, cioè: «Perché la Chiesa non ha preso una posizione più chiara contro i disastri che dovevano necessariamente accadere, una volta che Galileo aprì il vaso di Pandora?».
    Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. […] Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”.
    ________________________________________
    (1) Cfr. W. Brandmüller, Galilei und die Kirche oder das Recht auf Irrtum, Regensburg 1982.
    (2) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920; Cfr F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 110.
    (3) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920s.; F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 111.
    (4) P. Feyerabend, Wider den Methodenzwang, FrankfurtM/Main 1976, 1983, p. 206.

  4. 5 Lorenzo 15 gennaio 2008 alle 11:20 pm

    Ciao Tommaso.
    So che sei una persona molto intelligente e aperta al dialogo e per questo non mi riesco a spiegare il tuo anticlericalismo che si legge in queste righe. Non capisco perchè continui ad avere una tremenda paura del Papa e sei convinto (non so perchè visto che non c’è alcun fondamento) Benedetto voglia tornare ai tempi antichi, che distrugga il lavore del Concilio, che ostacoli la scienza, che sia molto cattivo perchè da le spalle ai fedeli, lo chiami persino Papa re (mostrandoli in fotomontaggi che lo prendono in giro-mi sembra non se lo meriti e mi sembra una tua mancanza di rispetto) quando a guardarlo bene a me non sembra che un vecchietto con un grande incarico e che cerca di fare il suo dovere con impegno. Che paura!
    Aiuto! boh! Comunque non mi sembra affatto che permettere che il rito romano sia unico ma si possa celebrare in due modi differenti (tridentino-attuale). Non si impone il rito latino ma semplicemente si completa la riforma che è l’inizio di un cammino di innovazione volta come hai detto a convolgere il laico alla vita religiosa. Non si impone ma si da piena libertà di celebrare i due usi come appartenenti ad un unico rito. In tal modo su richieste particolari di fedeli o celebranti si piò celebrare anche in latino. Perchè negare una tradizione millenaria a chi richiede di praticarla. Resta il fatto che la messa come la conosciamo noi sarà celebrata ovunque e sarà la più diffusa ma in casi molto rari ci sarà (perchè no) la possibilità del rito latino. In tal modo l’apertura è ancora più evidente.

    Sei bravissimo ad esagerare tutto: “l’offensiva gerarchica è al massimo!” aiuto! Rivoluzione! Non affrettiamoci con i pregiudizi, le offese e soprattutto le esagerazioni. Non inventiamo siamo moderati.

    Lorenzo


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